Caro vegano, dammi una mano.


Negli ultimi anni le scelte alimentari sono state al centro di crescenti diatribe etiche e meno etiche. All’inizio erano vissute come un cambiamento personale, lontano dall’essere riconosciuto o dal perire dell’anonimato, si sceglieva cosa mangiare e si andava avanti così, senza guardare nel piatto degli altri.

Col tempo, come tutte le cose che si diffondono viralmente, la scelta alimentare è diventata una vera e propria moda, a prescindere dalla parte in cui si stà.

Il senso di ciò che si compie si è affievolito di fronte al piacere di poter gridare al mondo ciò che si sta compiendo.

Penso però, che chi ha la capacità di portare una cambiamento così grande nella propria vita, sia una persona da ammirare e rispettare. Il cambiamento non è mai una cosa semplice e il vivere in una società sempre più conformista ne è la dimostrazione.

Nonostante il crescente numero di vegani, i consumi di carne e le carneficine sembrano non subire dei cali drastici, quasi a rappresentare un solo incremento dei consumi, senza effettivi cambiamenti di rotta.

A cosa è dovuto questo fenomeno? Alla guerra di concetto tra vegani e carnivori.

Si è cominciato con il condividere qualche cruento video sul trattamento degli animali nei macelli, poi man mano si è scesi nell’apocalisse delle offese, quelle fatte di parole come “mangia cadaveri” ( offesa che tra l’altro è vera, in quanto obiettivamente un animale morto è un cadavere a tutti gli effetti ) o dall’altra parte della sponda, un non meno offensivo “mangia erba”. Ecco che lentamente la questione etica si sposta su una questione di scelta personale, di squadrismo, di appartenenza a una scelta e non più di una scelta personale riflettuta e portata avanti con consapevolezza.

Ho conosciuto vegani che con la loro scelta sono convinti di salvare il mondo e loro stessi, cullandosi nel concetto che se non mangi gli animali entri per antonomasia nell’olimpo dei pionieri della terra salvata dalla carneficina dell’uomo. Non è proprio così e sia loro che noi lo sappiamo benissimo. La vita di un uomo, con tutti i suoi accessori, le sue abitudini e i prodotti che ogni giorno consuma, incidono pesantemente sul benessere del pianeta terra. Per farla breve, anche il telefono dalla quale si scopre la ricetta vegana, ha contribuito a rendere la terra (casa degli animali e nostra) un posto peggiore. Basti pensare ai materiali per costruirlo ad esempio, o all’inquinamento elettromagnetico necessario per farlo funzionare.

Se non mangi un animale per non ucciderlo, bisogna che ti chiedi anche quanta voglia abbia di vivere in un mondo sempre meno adatto a lui.

Sono convinto che la scelta giusta sia quella che più si avvicina al concetto di equilibrio, in tutto, non solo nell’alimentazione. Coloro che hanno scelto di diventare vegani negli ultimi 25 anni hanno tutte le ragioni per pensare che una scelta estrema sia la soluzione. Basta pensare a come la carne venga trattata sempre più come un “prodotto” e non come “il prodotto” ottenuto dall’uccisione di un essere vivente. Negli ultimi decenni l’industria alimentare a reso pocket ogni cosa, affinché sia consumabile ovunque e sia allo stesso tempo facile da trovare.

La terra era sicuramente un posto con molti meno vegani quando per mangiare una gallina dovevi sgozzarla con le tue mani o comprarla al mercato già sgozzata e lavorarla a casa…a lungo…affinchè gli odori si mischiassero alla fatica.

C’erano sicuramente molti meno vegani quando le importazioni di prodotti erano minime e  gli integratori erano un prodotto fantascientifico. Perché spesso non si pensa che effettivamente, le importazioni si traducono facilmente in inquinamento e quest’ultimo si traduce a sua volta in morte per gli animali e per l’ambiente.

Tutto questo per dimostrare che non esiste la scelta giusta, ma la scelta meno peggio.

Condivido il fatto che molti non sappiano nemmeno cosa mangiano realmente, quando si tratta di carne, con i giusti condimenti è facile mangiare carne di gatto e scambiarla per coniglio ad esempio. Nel mio paese infatti c’è la leggenda che durante una festività estiva dedicata a S.Rocco scompaiano i cani perché c’è bisogno di carne per condire i panini da vendere in piazza. Che sia una leggenda o meno non è dato saperlo, i cani scompaiono davvero e nessuno chiede di vedere la carne per intero e assaggiarla senza aggiunte, così da capire di cosa si tratti. Forse perché nessuno assaggia mai la carne cruda davvero. In un hamburger c’è macinato di chissà cosa

in fondo a pensarci bene la parola macello ha due significati ed entrambi non danno proprio dei bei risultati.

Che l’alimentazione sia composta da tofu o da manzo, la certezza di fare del bene sta nel sapersi riconoscere in un equilibrio. Un’alimentazione dovrebbe essere composta sempre da ingredienti sani e genuini, frutta, tanta verdura e quel che basta di carne, anche un solo morso in un anno fosse necessario. Senza integratori, senza trucchi, senza esagerare.

Vegano, tu che hai compiuto un cambiamento così radicale, sei la persona perfetta per ispirare molti di noi al cambiamento, affinché si arrivi tutti ad uno stato di coscienza collettivo e ad un equilibrio vero e conveniente per tutti. Basta stare al gioco di chi, povero di contenuti, provoca in modo ignorante. Basta rifugiarsi nell’idea di salvare il mondo per poi accendere la macchina, correre al raduno in piazza e tornare a casa, sempre in macchina, convinti che il mondo ringrazi.

Vegano, dammi una mano.

Prendi coscienza che donarsi completamente agli animali, ripudiando l’uomo, è davvero da stolti, in quanto sappiamo tutti che gli animali seguono l’istinto, ma non sono santi, nessuno lo è. Non crediamo sempre negli estremi. Anche io ho un cane a casa e giuro che per me è importantissimo che lui stia bene e mi voglia bene, ma riconosco senza problemi che sono il suo padrone non per sua scelta, ma per mia scelta. Sono stato io a fargli capire che qui aveva un tetto, un pasto ogni giorno e un capobranco pronto a difenderlo. Diversamente il mio cane sarebbe esattamente uno sconosciuto qualunque che magari, incontrandomi per strada, non ci penserebbe due volte a darmi un bel morsetto o a non cagarmi di striscio. Non illudiamoci di vivere in un mondo perfetto.

Caro vegano, dammi una mano.

Le persone vanno ispirate, educate, compiaciute e tenute affianco con affetto, proprio come con un animale domestico. Offendersi ed offendere non serve a nulla. Invece di condividere sempre la vignetta con il maialino sofferente e la dicitura stile “mangeresti il tuo amico?”, perchè non ci si concentra di più a condividere ad esempio delle ricette facili da eseguire, senza particolari prodotti dai costi esorbitanti o altro. Magari si potrebbe esaltare un bel piatto di patate lesse con un filo d’olio. Io da onnivoro le adoro particolarmente. Trascorro alcuni giorni di seguito, anche una settimana, a mangiare solo verdura o piatti che non contengono carne e derivati animali. Non lo faccio però per gli animali, ma per il gusto ed il piacere della verdura.

Viviamo in un’era in cui il clima sta producendo dei veri e propri disastri stile hollywood, tutti sappiamo di avere una fetta di colpa in questo, eppure cosa si sta facendo nel privato di ciascuno di noi per cambiare? Poco, anzi, nulla. Si spegne la luce prima o la si sostituisce con una a risparmio energetico. L’atmosfera è sempre più satura di polveri sottili eppure la vendita di auto non diminuisce, anzi aumenta, perchè si crede che acquistando un’auto con l’ennesimo marchio ecologico, si aiuti l’ambiente, senza riflettere che il solo costruire una macchina e smaltirne un’altra produce inquinamento.

Tutti questi esempi caro vegano, per dimostrarti che incoscientemente di fronte al piacere non vince nulla, nemmeno razionalizzare che ci stiamo uccidendo da soli. Non ce ne frega un cazzo sostanzialmente, l’importante sarà avere la pancia piena nel momento giusto e sperare che sia indolore.

Se a molti uomini non importa della propria vita cosa vuoi che gliene importi di quella di un’animale?

Se è il piacere a comandare oggi, caro vegano, dammi una mano a dimostrare il piacere di un’alimentazione e di una vita sana. Solo il piacere potrà sedurre l’uomo.

Caro vegano, condividi la tua storia con disarmante lealtà, parlando dei pro e dei contro, promuovendo piatti semplici, ponendoti più in alto delle offese degli estremismi. Dimostra che la tua scelta non era scritta su nessun menù e che ami gli uomini tanto quanto gli animali, compresi quelli che li macellano, senza cedere alle loro provocazioni, così che chi ti guarda possa davvero comprendere di cosa ti alimenti. Di amore, non di battaglie e scelte. Solo amore.

Perchè tu, caro vegano, puoi essere la chiave del cambiamento di questo mondo?

Perchè hai rinunciato inizialmente a un piacere non da poco: il gusto. Una scelta difficile quanto impossibile per molti. Dimostra a te stesso che una scelta estrema non è l’arrivo, ma la partenza per una strada fatta di amore, pace con se stessi, consapevolezza e gioia di vivere.

Fare yoga, essere vegani o praticare arti new age non serve a un cazzo se poi odi chi non lo fa o chi semplicemente non comprende. Socrate aprì le strade alla filosofia moderna affermando di non sapere, tu puoi fare lo stesso, puoi essere il tassello mancante di una forza che apre all’uomo nuovi orizzonti in termini di alimentazione, che siano insetti, insalate, frutta o noccioline non importa, puoi dimostrare che una volta tirato fuori il nostro lato umano, esso saprà vivere in equilibrio con il resto. Non è impossibile e tu lo sai bene.

Nell’ultimo periodo della mia vita ho potuto constatare che le privazioni non sono per niente una condanna, al contrario, sono un vero e proprio dono. Tu vegano sei riuscito e privarti di ciò che molti non riescono e questo fa di te una persona più vicino al suo lato umano e nudo. Dammi una mano a ispirare il mondo al piacere di privarsi

di sentirsi liberi non perché puoi scegliere di tutto, ma perché puoi non scegliere niente.

Non fare della tua scelta l’ennesima bandiera da sventolare, l’ennesima squadra pronta ad affrontarsi nell’arena delle discussioni, l’ennesimo motivo di distinzione dal prossimo.

Un mondo più umano è possibile. Caro vegano, dammi una mano.

Che ne dici?