Grazie a Facebook ho imparato che…


“La gente” crede a Lercio

Quando ti compare una notizia impossibile sulla bacheca è scontato che sia falsa o inventata. Il perché si facciano girare notizie false è noto, attirare i polli digitali ed avere cascate di visite e click. C’è solo un sito autorizzato a inventare delle mega stronzate ed è Lercio. Con Facebook ho imparato che c’è chi commenta e prende sul serio le notizie false, non accorgendosi che la fonte è Lercio o qualsiasi altro sito lontano dall’essere credibile. Anni di telegiornali hanno funzionato: la gente non si chiede più da dove arrivi la notizia, la trasforma in benzina per discussioni da bar e basta.

La grammatica a scuola serviva veramente

E’ disarmante vedere quanti errori si facciano quando si scrive. Io sono una sorta di atleta dell’errore, ma alla fine della frase il concetto è quasi sempre delineato e chiaro. Con Facebook ho scoperto persone che sanno scrivere 3 righe di frase e non dire niente. Geni incompresi.

Esistono malati da compleanni

Dare gli auguri è  una cosa importante. Dietro una semplice parola si nasconde tutto l’affetto e la speranza di emozioni positive per il prossimo. E’ bello ricevere gli auguri quando qualcuno almeno se la ricorda la data di nascita, troppo facile controllare “i compleanni di oggi” e inviare un freddo e povero “auguri”.

Sono circondato da filosofi e artisti rari

Ma quanti amici filosofi scopro? Tutti a vivere di massime letterarie e arte sui social, dal vivo poi regna la superficialità. In quel momento capisci che puoi condividere quante frasi motivazionali vuoi, se non sai discutere e non hai letto tutto il libro sulla quale hai trovato la frase figa, rimarrai quello di prima, con la possibilità però di condividere un link. Quello di prima 2.0

Le dimensioni non contano, i mi piace si

Avere tanti mi piace per alcuni è una questione di prestazione e serenità. Pensate al fatto che c’è chi compra i “like” o chi sceglie una foto da zozzona di periferia per ottenere la gioia del mi piace abbondante. Crea un social, mettici un metro di misura del gradimento e associalo all’immagine degli iscritti. Hai vinto. Grande Mark.

L’abito non fa il monaco, la bacheca si

Volete sapere tutto sulla vostra ex o sul vostro collega di lavoro tanto orso quanto tenerone? La paura di restar soli e la voglia di sentirsi accettati socialmente porterà ognuno dei vostri amici a raccontarsi a piccole dosi attraverso la bacheca. Se siete dei buoni osservatori saprete guardare oltre alla condivisione. La bacheca è sì uno strumento di diffusione, ma attenzione c’è anche chi raccoglie ciò che voi diffondete.

C’è tanto bisogno di comunicare e poca voglia di ascoltare

Tutti si preoccupano di postare i propri pensieri ma pochi si fermano ad ascoltare quelli già espressi, aprendo dei dialoghi. Facebook di fatto non è proprio un social dove aprire una discussione costruttiva e duratura. Per fare un paragone Facebook è come ritrovarsi in un locale con la musica alta a bere qualcosa la sera. Guardi tutti, ti parte mezzo giudizio, gridi per parlare e quando qualcuno ti parla se la musica lo copre fai partire la testa e cominci ad annuire ripetutamente, così, per educazione.

I complottisti hanno sindacati e contratti di lavoro

Complottisti depressi e futurologi senza speranze…Facebook ne è pieno. L’altro giorno ho pensato che se la mia macchina consuma troppo olio deve essere colpa delle scie chimiche o di qualche rettiliano che la sera striscia sotto al motore per leccare la coppa dell’olio. Data la massiccia presenza di complotti ho cominciato a pensare che va bene spararsi due film mentali, ma a certi livelli di esagerazione non ci si dovrebbe arrivare, quindi se ci si arriva la risposta è solo una : li pagano.

Esistono persone che cambiano il mondo con un mi piace e lo rimettono apposto togliendolo

Ogni volta che becco qualche ribelle digitale mi vengono i brividi. Come si fa a sentirsi in pace con se stessi solo perché si è condivisa una foto? Così, senza neanche un commento aggiuntivo. Il “like” serve esclusivamente a Facebook e a nient’altro.

I social fanno male alla percezione della realtà,molti parlano in terza persona e altri si sentono offesi senza esser nominati

Vi è mai capitato di scrivere un pensiero in libertà e scoprire quanti si sentano presi in causa? Incredibile, la bacheca a volte è una sorta di esca per tutti coloro che vivono con la coscienza di aver sbagliato. Quando invece trovate qualcuno che parla di sé in terza persona, valutate se scappare.

In Italia c’è “Crisi” ma non è un problema nazionale, solo l’ennesimo gioco da cui ricevere l’invito

Una domanda esistenziale è : in Italia c’è crisi perchè tutti sono a casa a cazzeggiare con le carote e gli ortaggi su facebook, o la crisi c’è perché tutti sono online ?

Basta una storia finta quanto un servizio del tg, un hashtag e una spolverata di messaggi diretti per creare un movimento contro “chi lascia i bordi della pizza”

Il numero di attivisti su Facebook avrebbe fatto cessare la seconda guerra mondiale in questione di ore. Incredibile come con pochi passi si possano creare movimenti e vere e proprie rivoluzioni, di tutti i generi. Ma prima di partecipare a qualcosa, quanti si informano oltre la verità presentatagli ?

I gestori delle pagine fan sono spesso l’evoluzione perfetta della generazione Call Center. Gentili, brevi, inutili.

Che senso ha avere una pagina fan gestita da una sorta di robot? Uno crede di scrivere all’azienda attraverso la sua pagina fan e chi ti risponde, il robot di turno coi suoi messaggi copia e incolla.

Chi legge post troppo personali si sente in diritto di criticare il fatto che siano pubblici. Chi scrive è sicuramente il colpevole ma chi legge in silenzio dietro a un monitor è la colpa.

Vi è mai capitato l’amico che dice “non lo dovevi scrivere su facebook!” ? Ecco in quel momento guardatelo negli occhi e sappiate che state parlando con un guardone, di quelli professionisti, amanti della cura maniacale della propria bacheca e dei  link felici e pieni di sorrisi. Voi nel vostro sfogo avrete peccato di mancata riservatezza, chi invece prende sul serio un social sulla quale costruisce una vita parallela di soli sorrisi e millantata serenità, ha un problema più grosso del vostro.

C’è chi partecipa con qualunquismo a buon prezzo alle discussioni sull’economia del paese, senza nemmeno chiedersi da dove escano i milioni di euro che fattura Facebook

Avete mai pensato alla faccia dei politici mentre guardano i link di protesta scritti e spinti da caproni social? Secondo me si spaccano di risate e in un certo senso fanno bene. Un social dovrebbe essere una fonte di cultura, tra le tante cose, quando non lo è preoccupatevi di pensare a che ambiente hanno pensato per voi.

Per postare una propria foto in posa e non sentirsi troppo egocentrici, ci si associa spesso a una frase a caso

Ma voi il fenomeno delle foto a caso con frasi da fine del mondo lo avete capito ? Se si, spiegatemelo.

Quando qualcuno ti chiede una foto, spesso lo fa per non sentirsi da solo nei tag

Da quando esiste Facebook ho molti più amici che vogliono fare una foto con me. Prima ero felice di ciò, poi ho capito il significato del gesto del “tag” e tutto muore nella coscienza di essere fotografati per essere poi taggati più che apprezzati.

Le persone ossessionatamente in mostra su Facebook hanno bisogno solo di quello, nella realtà non sono lo stesso fighe perché non hanno gli stessi occhi addosso.

Facebook rappresenta l’ennesimo bisogno di riconoscimento, socievolezza e appagamento in ciascuno di noi. E’ importante pensare che le persone si uniscono e si valorizzano non con la creazione di gruppi, liste e pagine fan, ma con un amalgamato di idee e identità diverse, per cultura e gusti. Unirsi per crescere, non dividersi in pagine fan, gruppi o peggio.

Scorrere la bacheca di Facebook senza senso è una malattia

Se vedete qualche vostro amico farlo meccanicamente in pubblico, fategli rendere conto che molti anni prima, i suoi genitori primitivi e senza social, se avessero fatto lo stesso gesto lui non sarebbe tra noi. Non perdete tempo, quello non torna mai perché scorre solo in un senso, al contrario della bacheca di Facebook

Che ne dici?