Come sarebbe una Cresima senza regali ?


Vi immaginate se alla vostra cresima nessuno vi fa un regalo ?

Immaginate una bella giornata, sacra, colma di spirito e significato,  senza nessun dono materiale di valore. Ammesso solo qualche dono alimentare e magari un bel cesto di frutta di stagione, doni simbolici insomma.

Secondo voi, e fatevi il favore di rispondere sinceramente,  quanti ragazzi accetterebbero con entusiasmo un percorso di catechismo e una giornata al centro dell’attenzione ludica, sapendo che non riceveranno nulla ? Niente smartphone, niente giochi o abbigliamento, niente regali di valore.

Per me nessuno ha il coraggio di provare a trasformare un sacramento, facendolo passare dallo stato di pseudo natale  aggiunto al calendario a qualcosa di veramente spirituale e sacro. I  ragazzi vi sputerebbero in un occhio e voi, consci che il regalo funge da biscottino per i vostri cuccioli di Gesù, non avreste nemmeno il coraggio di evitare “il regalo” e con la scusa che gli altri  ragazzi lo ricevono, dimenticate di darvi una chance di consapevolezza.

Ho chiesto a una mia cuginetta perché facesse la cresima (visto il disagio nel sapere come delle groupie di Gesù si improvvisassero catechiste come hobby, trasformando il vangelo in un sussidiario da salotto ) e lei mi ha risposto :

Ho fatto la cresima per smettere di andare al catechismo

Credo che come lei, molti ragazzi siano dello stesso pensiero, quel che è peggio sono i genitori, consapevoli di questo, che invece di agire e spiegare il perché del sacramento, lo guarniscono di desiderio, aggiungendo l’ingrediente insostituibile : il regalo.

Che cosa triste.

Si additano i ragazzi delle ultime generazioni di aver sempre meno valori, d’esser poveri di spirito e troppo esposti alla seduzione del  vivere con superficialità, tutto nella norma direi e soprattutto non credo che la colpa sia dei ragazzi.

Immaginate di essere ragazzini, scoprire il mondo attraverso azioni e spiegazioni. Che cosa pensereste quando “la pratica” per essere figli amati dal Dio onnipotente, nominato in primis dai propri genitori, si riduce a un giorno di festa, regali e liberazione dal catechismo, solo quello, senza che nessuno vi spieghi il senso e nessuno vi dia scelta.

Con la situazione attuale, un sacramento diventa una scelta  obbligata, una costrizione vera e propria, senza comprensione. Si chiede  ai ragazzi di fare invece di capire.  Come volete che crescano? Provo a immaginarlo. Li educate ad agire senza comprendere, a cercare nel prossimo le azioni e non il senso. Li educate alla superficialità, a dover subire il peso delle azioni senza nemmeno comprenderle.

Se tutto si fermasse qui il male sarebbe curabile, ma i regali ? Non dimenticate che associare un dono costoso al sacramento di una religione che inneggia alla povertà non è poi un grande esempio.

Dì la verità, anche tu che stai leggendo credi che un sacramento senza regali sia ormai un’utopia. In fondo credo che se Gesù è davvero tra noi mi dispiacerebbe per lui, perché con un seguito di tifosi così o non si è fatto capire bene o si è fatto capire troppo bene visti i  risultati in termini di espansione e dominio della sua parola.

Che senso ha pregare per i poveri durante un battesimo e nello  stesso momento custodire nella propria borsa un diamante da regalare alla madrina ?

E’ una delle cose più ipocrite che un cristiano possa fare: sperare che due mani giunte sfamino le bocche dei figli di chi probabilmente vive da schiavo alla ricerca di pietre preziose come  quelle che si usa regalare ai sacramenti.

Su questa ipocrisia, su questo distacco dal senso, si  accettano concetti come “Missione di Pace”, dove si va a portare la pace imbracciando un fucile ad esempio. La cosa potrebbe sembrare off topic, ma prendete l’esempio come una dimostrazione di come le parole e gli atteggiamenti spesso servano per ingannare.

Penso che il cattolicesimo sia fondamentalmente una religione dalle regole molto malleabili,  che mira principalmente alla conquista di nuovi fedeli e nuovi orizzonti di potere.

Se una regola è rigida, a seguirla sarà chi è veramente convinto, diversamente diventa assai appetibile per molti.

Un Iphone regalato alla cresima è possibile,  come è possibile l’esatto contrario, ma ci deve essere una regola, un  senso, e sopratutto dovrebbe esistere chi le applica e le faccia rispettare. I cattolici nel gergo religioso definiscono la loro guida spirituale “il pastore”, quindi se non vogliamo prendercela con le pecore, che alla fine sono bestie a cui interessa pascolare, dovremmo  prendercela coi pastori.

Che senso ha avere catechiste impreparate che insegnano il vangelo ? Che senso ha entrare in chiesa e partecipare a un sacramento vestito esattamente come il diavolo si vestirebbe per sedurre ?  Che senso ha lasciare ostentare tanta ricchezza in chiesa e non avere  il coraggio di far riflettere i propri fedeli sul fatto che la povertà è un valore assoluto per chi crede in Cristo ? Tutte domade lecite, ma dalle risposte tristemente scontate.

Il non agire, lasciando scorrere fiumi di soldi e ipocrisia, accettando compromessi fatti di ragazzini in imbarazzo di fronte all’altare, annoiati ed affamati, pronti a scartare i regali e a riempire la pancia, ha un senso preciso. L’attività della chiesa deve andare avanti e per quanto la mano onnipotente sia quella di dio, in  realtà è quella dell’uomo, che bramoso di lussi e vizi abbandonerebbe  ogni cosa che remi in senso contrario.

Per farvi un esempio, togliere il denaro e la superficialità di spirito a un cattolico, in qualsiasi forma si manifesti, sarebbe come togliere la possibilità ai tifosi di offendere l’arbitro, ai vacanzieri  in Olanda di fumare dell’ottima erba e via di altri facili esempi…  sarebbe un errore controproducente per i guadagni, sia in termini  economici che in termini di persone da mantenere FEDELI.

Che ne dici?