Compleanni su facebook: auguri di cosa?


Che social come Facebook siano portatori, in molti casi, di parole e ladri di significato lo avevo notato già da tempo. Come ogni piazza virtuale, a garantire che il proprio messaggio arrivi a destinazione, c’è solo il significato della parola stessa, abbandonato a sé come un anziano solitario senza pensione.

Più tristi del sesso virtuale via webcam, gli auguri su Facebook sono la precisa rappresentazione della pochezza che pervade su questo social.

Un compleanno è una cosa importante, sancisce l’aver trascorso un anno e apre le porte a quello dopo, pensate cosa dovrebbero essere gli auguri.
Per una questione di importanza un augurio dovrebbe essere perlomeno una frase riflettuta, imbevuta di pensiero, ed invece : auguri. Semplicemente.

Ti connetti il giorno del tuo compleanno e finalmente Facebook sembra aver riconosciuto la tua santità, tutti ti danno delle attenzioni e, drogato dalle notifiche, non ti accorgi che fondamentalmente una buona percentuale di quelle persone ha riempito il proprio tempo sapendo di non sprecare un clic su l’ennesimo test o “mi piace”, ma lasciando un “augurio” solo e abbandonato sulla tua bacheca.

Provar piacere per un augurio così è come ridere a una battuta che non hai capito, scivolando nella banalità più porosa, quella dove poi diventa difficile riuscire a uscirne fuori.

Le bacheche piene di auguri mi fanno pensare alla scena dei pesci nel film “Il senso della vita” di Monty Python, dove uno dietro l’altro, come un branco di pecore con le branche, ci si saluta, preda della noia e dello spazio stretto.
Il brutto di questa vicenda e che lo spazio stretto, come nell’acquario citato prima, di fatto non c’è, si è solo seduti dietro un monitor, prigionieri della monotonia e del pensiero che un “auguri” basta per far arrivare la nostra presenza.

Ma auguri di cosa ? Cosa augurate quando lasciate sola questa parola ?

Vi immaginate il vostro partner di fronte ai fornelli, impegnato, provato e sudato, che finalmente sforna la sua cena di primi, secondi e contorni. Voi dopo aver mangiato, senza nemmeno guardarlo negli occhi dite: “buono”. Basta, nulla di più. Buono cosa?

Un complimento, un augurio e addirittura le condoglianze, date da sole non valgono un cazzo.

Augurate qualcosa, complimentatevi per qualcosa, addoloratevi per qualcosa. Fate sentire la vostra presenza e condite il tutto con un messaggio.
Tra dire “auguri” e impegnarsi un po di più scrivendo “ti auguro un anno come questo, perfetto perché nonostante tutto è arrivato alla sua fine”, c’è un abisso di differenza chiamata SENSO.
Date alle parole il loro senso altrimenti il vuoto comunicativo diventerà un cratere dalla quale non vedrete più quella luce confortante che solo una buona comunicazione può dare. Senza luce e senza senso rischiate di trasformarvi in star per un giorno, magari con uno di quei messaggi stile :

Non so come ringraziarvi tutti, siete veramente tanti

Coscienti sempre che dal giorno dopo in poi la vostra bacheca riposerà nuovamente, certa di avervi dato la vostra pillola di attenzioni. Che tenerezza.

Auguri

Che ne dici?