Bestemmiare è come non pagare le tasse


Probabilmente il paragone sembra esagerato, ma abbiate fede, una volta spiegato vi sembrerà addirittura perfetto.
Questa sera passeggiando con Tao mi sono imbattuto nella parte finale di una processione nel mio bel paese, Ruffano. Immaginatevi la comunità cristiana inseguire la sua bella statua in porcellana e gustarsi al termine della corsa dei fuochi d’artificio in onore alla madonna, gentilmente donati dalle tasche dei fedeli, tasche che ricordiamo per tutto il resto dell’anno risultano, come narrano voci di paese, in crisi, per fortuna non spirituale.

Mentre guardavo questo trio illuminante composto dai fuochi, dalla madonna e dalla gente, mi chiedo cosa tiene unite tante persone al freddo di una primavera che non arriva, cosa le tiene unite in un’era dove tutto si separa, tutto diventa sempre più digitale e social. In un primo momento penso sia una questione di fede, poi guardo alcune facce conosciute nel mucchio e ritiro il pensiero; se fosse solo la fede a tenerli uniti comincerei a preoccuparmi dell’esistenza di qualcosa di losco visto il profondo mancato rispetto nei confronti della “cristianità” da parte di molti di quei soggetti. Ma allora cosa li tiene uniti ? La comunità e il loro senso di appartenenza ad essa. Non ho trovato altre spiegazioni logiche vista la forte lontananza dalla vera cristianità spirituale e concettuale, ben compensata con gesta di lode e appariscenza verso il “proprio” santo, che diciamolo cazzo, anche lui ha diritto ad un’uscita dalla chiesa e un bel cazzo di spettacolo pirotecnico.

Ma perché bestemmiare è come non pagare le tasse ?

Parto da questo ragionamento : se la legge di Dio, in particolar modo del credo cristiano a cui sin da piccoli siamo abituati ad obbedire e seguire, si rivela facilmente sormontabile nei concetti di carità, sobrietà, povertà ed apertura al prossimo, perché non dovrebbe esserlo anche la legge dell’uomo?

La cosa più importante per un fedele è la parola del proprio messia, chiunque esso sia. Nel momento in cui si viene meno alla sua parola automaticamente si tende a sminuire i concetti di “legge” e di “Dio”. Se un concetto che dovrebbe essere sano e rigido, diventa floscio e malleabile, praticamente diventa inutile. Ecco, ho fatto questo ragionamento preciso preciso e ho paragonato il tutto al rapporto “cittadino-legge” ed è combaciato praticamente tutto.

Una culto che ti dà la possibilità di recuperare gli errori, come fa il cristianesimo con l’atto della confessione, è la cosa più comoda (in tema di educazione) che esista.

Ora ditemi, chi non vorrebbe far parte di un gruppo che predica il paradiso ma agisce nel senso contrario ? Ecco spiegato il senso di appartenenza di cui parlavo all’inizio, quel lato comodo dell’essere cristiano nel sentirsi corretto e protetto con qualche preghiera recitata.

Viviamo in uno stato fatto di leggi che a volte sembrano ramificarsi troppo, eppure per molti trasgredirle è quasi una consuetudine, che non provoca nessun disagio se non quel leggero timore di essere scoperti e puniti.

Dove si apprende un comportamento simile ? Un’idea me la sono fatta : dalla propria educazione da piccoli. Se pecchi, sei tranquillo, basta confessarsi e con due preghiere tutto passa. Idem per le tasse : se ti beccano tranquillo, due multe ( che con qualche probabilità non pagherai ) e tutto passa.

Non dico che essere cristiani porta ad avere un senso di rispetto della legge simile a un criminale, assolutamente. Quello che voglio dire è :

Se non rispettiamo quello che è la figura della legge di Dio sin da piccoli, in cui ci riconosciamo fedeli, come facciamo a capire e rispettare il senso della legge dell’uomo ?

Si arriva a pensare che se il tanto pregato Gesù non agisce di fronte ai peccati nascosti nel peggior cassetto della coscienza, che cazzo vuoi che faccia un giudice? Ed è così che una persona comincia a non capirci un cazzo, pregando una figura che non rispetta, ma allo stesso tempo inneggia al suo nome.

Cittadini e credenti secondo le proprie leggi.

Vedo quell’italiano furbacchione e moralista, uguale a quel credente tanto peccatore ma sempre in prima fila di fronte ai fuochi d’artificio in onore della madonna.

Vi immaginate se ognuno di noi rispettasse la propria fede in modo completo, con l’ausilio della propria intelligenza e della coscienza ? Vi immaginate se le persone avessero tanta fede quanto senso civico ?

Immagino un mondo pieno di persone che finalmente mettono la pulizia della coscienza, prima della pulizia degli abiti.

Un mondo dove ci si incazzi allo stesso modo quando si ode una bestemmia o si scopre un evasore. Un mondo dove la coerenza è la speranza più alta, non un’utopia.

Quindi, caro lettore, quando ti capita che qualcuno si incazza per una bestemmia, fagli notare come la mancanza di rispetto verso lo stato e i suoi cittadini, sia molto peggio che dare del maiale a colui che tutto può, meno che far capire che la vera bestemmia è ridurre la propria vita e le proprie azioni, a quelle di una bestia da cui perfino il maiale prenderebbe le distanze.

Bestemmiare è come non pagare le tasse, in entrambi i casi si mina la sacralità di concetti di convivenza civica e religiosa indispensabili.

Prima di pronunciare parole come “Dio” e “Stato” ricorda che fai parte di entrambe, secondo la tua stessa scelta. Se senti che ci sia qualcosa di marcio nella chiesa o nello stato, chiediti quanto sano sei come credente o contribuente e capirai perché la puzza di merda non parte mai dall’alto.

Non c’è cosa più sacra che la vita: viverla in coerenza e consapevolezza è il vero paradiso, gratuito e senza numero civico, il resto si equivale sempre, come una bestemmia e un reato.

Che ne dici?